Casa Accoglienza

Una casa per le persone detenute può sembrare un paradosso. Ma la mancanza di un alloggio di riferimento per chi è in carcere si traduce di fatto in meno diritti. Senza una casa non si può accedere al permesso premio, che di fatto rappresenta il primo passo verso quel percorso di reinserimento nella vita libera che è il fine ultimo della pena.

Per questo, il VIC fin da subito ha aperto una casa di accoglienza che nel corso degli anni ha dato accoglienza a oltre 10mila persone: italiani e stranieri, giovani e anziani (anche ultraottantenni), donne e uomini. Soprattutto persone che provengono dalle fasce della vulnerabilità sociale.

La Casa del VIC è una delle poche strutture di accoglienza per detenuti che accoglie sia uomini che donne, offrendo in tal modo la possibilità di trascorrere dei periodi di libertà con i propri cari in un ambiente familiare. Per favorire la ripresa o il rafforzamento delle relazioni socio-familiari, la Casa è infatti aperta anche ai familiari durante i permessi premio della persona cara. Ma ospita anche le famiglie che vengono per fare i colloqui da fuori Roma o fuori Italia e che non sono in grado di sostenere le spese di un albergo. 

Inoltre, nella Casa del Vic trovano ospitalità anche persone detenute in misura alternativa, per trascorrere le ore libere dal lavoro. Per chi è privo di un alloggio, infatti, l’alternativa è il rientro anticipato in carcere, rinunciando a ore di libertà e di contatto con il mondo esterno. 
Per molte persone che hanno trovato accoglienza, la Casa del Vicè vissuta come la “loro” casa, il luogo dove hanno ricominciato a misurarsi con la vita vera, dove hanno riabbracciato i loro cari,magari dopo anni di lontananza. 

Dal 1° settembre 2017 la Casa si trova nel quartiere Città giardino di Roma: un edificio a tre piani con un giardino, ben inserita nel territorio e può ospitare fino a 20 persone.

L’emergenza Covid-19 e l’esigenza di ridurre il numero di persone in carcere ha spinto il Vic ad aprire, insieme al Caritas diocesana di Roma, una seconda struttura di accoglienza, proprio per favorire l’accesso alla detenzione domiciliare anche di quelle persone che potrebbero usufruire di tale misura ma che sono bloccate proprio dalla mancanza di un alloggio. La “Casa speranza” si trova su Via della Pisana: una ampia struttura che può accogliere fino a 15 persone.


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